Accoglienza

<<La nostra vita con i bimbi bielorussi>>

Dal 2006 ospita per vacanze terapeutiche i piccoli della regione di Chernobyl.

Il mese di soggiorno trascorre tra gite e sport. Cene benefiche e mercatini per sostenere l’accoglienza.

Ad ospitare nelle proprie case i bimbi bielorussi è un gruppo di famiglie, ma in realtà l’accoglienza è un abbraccio che, in forme diverse, si estende a tutto il quartiere: << A maggio, per esempio, facciamo una “cena della solidarietà” in cui cuciniamo per raccogliere fondi, e la partecipazione è sempre sulle duecento persone>>. Sara Bacis è la presidente.

Qui arrivano anche i volontari che assicurano una sorta di servizio di <<anticipo e posticipo>> che consente ai bambini di rimanere all’oratorio dalle 7.45 alle 18.30, un appoggio importante anche per le famiglie ospitanti impegnate col lavoro. Questo fiorire di attenzioni, segno vivo di un ricco volontariato, nel tempo ha allargato i suoi frutti anche in Bielorussia nel villaggio di Glinka da cui provengono bambini e maestre: <<Le insegnanti che accompagnavano in gruppo, negli anni hanno visto l’esperienza del doposcuola che si tiene nel nostro oratorio – racconta Sara Bacis – . All’inizio non capivano questa realtà di volontariato, da loro non esisteva qualcosa del genere. Ma poi, colto il messaggio, hanno messo in piedi la stessa iniziativa nel loro villaggio: i bambini possono fermarsi a scuola dopo le lezioni, e noi li abbiamo anche aiutati a realizzare in loco una sorta di ludoteca>>.

Oltre al campo da calcio e ad altri progetti per la scuola: il legame che si è creato, fatto anche di contatti su Skype e di visite biennali a Glink di una delegazione del Villaggio degli Sposi, va dunque ben oltre il già importante mese di soggiorno bergamasco. Durante il quale i bambini di certo non si annoiano. Le proposte includono la piscina (una scoperta nuova per molti dei piccoli viaggiatori) e le gite, che oltre all’ormai tradizionale mini-viaggio al mare, nel tempo hanno spaziato dal parco delle Cornelle ai castelli della pianura, da Città Alta alla sede cittadina dei vigili del fuoco: << Sono gentilissimi, e ai bambini piace tanto farsi mostrare tutte le attrezzature di intervento>>. Nel tempo, con le famiglie e il gruppo di volontari che danno una mano pur non ospitando personalmente i bambini, si è costruita una solida rete di supporto: <<E’ diventata un’accoglienza di gruppo – dice Sara -. Le famiglie si frequentano, si scambiano opinioni, ci si sostiene anche nelle piccole difficoltà>>. Che in genere non riguardano la lingua, tema che <<fa molta paura all’inizio, ma poi si supera: i bambini imparano presto a capire, e si spiegano bene anche a gesti>>. E si fanno voler bene :<< loro sono contenti, tornano volentieri, e anche il bilancio delle famiglie è positivo>>. Per contribuire a sostenere i costi l’associazione propone varie iniziative: oltre alla cena, si propongono vendite di torte, uova di pasqua, mercatini di Natale. << E il quartiere risponde sempre bene, non solo con l’aiuto economico, ma anche con persone che dedicano il loro tempo e impegno>>.

FAUSTA MORANDI

Tratto da “L’eco di Bergamo”, Sabato 18 Aprile 2015